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Acacia Saligna

Lun, 28/01/2013 - 11:02 | Alessandra Lezzi

Tra le milleduecento specie di Acacia, la "saligna" è un sempreverde di origine australiana, importata in Italia nel 1700.

Viene denominata anche "mimosa sarda" perchè è proprio nell'isola che pare abbia trovato il suo clima ideale.

Proprio in Sardegna, negli anni '60, è stata utilizzata come barriera frangivento e per fermare i movimenti dei grandi sistemi dunali. In generale, comunque, cresce in zone costiere e calde, motivo per il quale questa essenza arborea si è ben adattata alle temperature tipiche della regione Puglia.

Può raggiungere anche i sei metri di altezza e, in primavera, durante la fioritura dei semi gialli (molto simili a quelli della mimosa ma più grandi) che portano i suoi rami verso il basso, si trasforma in uno spettacolo floreale colorato che complessivamente può anche arrivare a tre-quattro metri di diametro. Per il resto dell'anno, l'Acacia Saligna appare con i rami ricopeti di floglie di colore verde e forma allungata e appuntita, che tendono verso il basso.

La corteccia è squamosa e di colore marrone. Proprio in Australia, uno studio sta valutando le risorse genetiche dell'Acacia Saligna che potrebbe diventare una fonte importante di produzione di biomassa per energia, materiali compositi in legno e carbone, e da utilizzare su terreni agricoli colpiti dalla salinità delle zone aride.

L'Acacia è stata scelta dalla Massoneria come proprio simbolo floreale per il fatto che essa non appassisce mai, anzi si rinnova con il trascorrere delle stagioni.

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