Il faggio

Mar, 11/10/2011 - 11:47 | Alessandra Lezzi

 

C’è chi dice che il faggio prenda il suo nome, “fagus” dal greco faghein, ossia mangiare, in considerazione del fatto che i maiali sono sempre stati ghiotti dei suoi frutti.

In Puglia lo si può trovare ad una quota di 300 metri nella foresta umbra. Raggiunge altezze fino a 40 metri e la sua presenza regala ai boschi un’aria particolarmente fresca e frizzante.

E’ una specie utilizzata per decorare parchi e giardini ma anche per la forestazione di montagne.

I suoi frutti sono utilizzati come surrogati del caffè o, arrostiti, come sostituti di castagne, nocciole e mandorle, ma vanno prima privati della parte velenosa.

Le sue foglie in autunno assumono il caratteristico colore giallo-arancio o rosso-bruno, e in alcune zone vengono anche usate come foraggio.

Il legno è impiegato, oltre che come combustibile, anche per fabbricare i calci dei fucili, mobili e strumenti musicali.

Sotto i faggi cresce in genere l’amanita muscaria, un fungo molto velenoso.

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