Il Pino d’Aleppo

Mar, 11/10/2011 - 11:37 | Alessandra Lezzi

Nativo del Mediterraneo, il pino d’Aleppo può raggiungere i 25 metri di altezza con un tronco di solito largo intorno ai 60 cm.

Presente nel Gargano ed estremamente resistente alla siccità. Il tronco è dritto e resinoso, la corona irregolare. Gli strobili, volgarmente detti cono o pigna, maturano in autunno e rimangono sull’albero per diverso tempo.

Fiorisce da marzo a maggio e può formare boschi puri o misti di Pino domestico, Leccio e Roverella con sottobosco di macchia mediterranea. Straordinaria la sua capacità di rigenerarsi dopo un incendio: gli strobili infatti si aprono con il calore del fuoco di fatto disseminando semi sul terreno. Termofilo, il pino d’Aleppo preferisce quindi posizioni soleggiate e inverni miti. Gli esemplari più giovani vanno protetti dal freddo e al contempo innaffiati spesso in estate.

Gli aghi raggiungono anche i dieci centimetri. E’ una pianta che difficilmente viene attaccata da parassiti e malattie.

Piccola curiosità: in alcuni luoghi questa pianta viene coltivata soprattutto per la resina poi utilizzata nella conservazione alimentare. La resina infatti altro non è che una sostanza che le piante producono a seguito di “attacchi subiti”, da insetti o da tagli…come dire, una sorta di anticorpo utilizzato per autodifesa e come antibatterico e antisettico…

Alcuni tipi di resine sono state nella storia utilizzate nei prodotti di profumeria, farmaceutici e persino per rivestire le chiglie delle imbarcazioni. Il suo tipo di legno non è considerato pregiato

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